Cavolfiore: il protagonista della stagione fredda tutto da riscoprire
Bianco, compatto e immediatamente riconoscibile, il cavolfiore è uno degli ortaggi simbolo dell’autunno e dell’inverno. Quando le temperature cominciano a scendere, torna protagonista sui banchi dell’ortofrutta e nelle nostre cucine, dove può essere utilizzato in moltissimi modi diversi.
Lessato o cotto al vapore è un grande classico, ma fermarsi qui sarebbe davvero un peccato. Il cavolfiore può essere gratinato, arrostito al forno, trasformato in una vellutata, utilizzato per condire la pasta oppure diventare l’ingrediente principale di polpette, sformati e tante altre preparazioni.
E poi non esiste soltanto quello bianco: viola, verde, arancione… il mondo dei cavolfiori è decisamente più colorato di quanto immaginiamo.
Quando è di stagione il cavolfiore?
Il cavolfiore appartiene alla grande famiglia delle Brassicaceae, la stessa di broccoli, cavoli, verze e cavolini di Bruxelles.
È un ortaggio tipico dei mesi più freschi e la sua stagione interessa principalmente l’autunno e l’inverno, anche se il periodo preciso può variare in base alla varietà e alla zona di coltivazione.
Proprio nei mesi freddi diventa quindi uno degli ingredienti da riscoprire per cambiare spesso ciò che portiamo in tavola.
Seguire la stagionalità significa anche questo: lasciare che siano i diversi periodi dell’anno a suggerirci nuovi ingredienti. Se l’estate ci regala pomodori, melanzane, zucchine e peperoni, con l’autunno arrivano cavolfiori, broccoli, zucche, finocchi e tante altre verdure caratteristiche della stagione.
Non esiste solo il cavolfiore bianco
Quando pensiamo al cavolfiore immaginiamo quasi automaticamente la classica testa bianca circondata dalle foglie verdi.
In realtà ne esistono diverse varietà e colorazioni.
Il cavolfiore bianco rimane sicuramente il più conosciuto e utilizzato. Ha un sapore delicato e si presta praticamente a qualsiasi preparazione.
Particolarmente scenografico è invece il cavolfiore viola, che deve la sua colorazione alla presenza di pigmenti naturali chiamati antociani. Il suo colore acceso permette di creare piatti decisamente originali.
Esistono poi cavolfiori dalle tonalità verdi e varietà tendenti al giallo-arancio.
E il Romanesco? Viene spesso associato al cavolfiore per il suo aspetto, ma appartiene a una varietà distinta di Brassica oleracea. È famoso soprattutto per le sue caratteristiche infiorescenze geometriche, formate da tante piccole strutture che sembrano ripetersi una dentro l’altra.
Insomma, anche un ortaggio apparentemente semplice può portare molto colore in cucina.
Come pulire il cavolfiore
Prepararlo è molto semplice.
Per prima cosa si eliminano le foglie esterne e la parte più dura del gambo. Successivamente si separano le singole cimette, cercando di ottenere pezzi di dimensioni abbastanza simili in modo da favorire una cottura uniforme.
A questo punto è sufficiente lavarle accuratamente sotto acqua corrente.
E il gambo?
Non è necessariamente uno scarto. Eliminando la parte esterna più dura, la parte interna può essere tagliata a pezzetti e utilizzata insieme alle cimette, soprattutto per preparare vellutate, minestre e creme.
Un piccolo accorgimento che permette di utilizzare una parte maggiore dell’ortaggio.
Cavolfiore: quali sono le sue caratteristiche nutrizionali?
Il cavolfiore è composto in buona parte da acqua e apporta fibre e diversi micronutrienti.
Tra questi troviamo la vitamina C, oltre a folati e minerali come il potassio. Come gli altri ortaggi della famiglia delle Brassicaceae, contiene inoltre diversi composti naturalmente presenti nei vegetali.
Inserirlo nella propria alimentazione è soprattutto un modo per aumentare la varietà delle verdure consumate durante i mesi più freddi.
E proprio la varietà è uno degli aspetti più importanti: alternare cavolfiore, broccoli, finocchi, zucca, verdure a foglia e gli altri prodotti disponibili durante la stagione permette di portare in tavola colori, consistenze e sapori differenti.
Quel caratteristico odore durante la cottura
C’è però una caratteristica del cavolfiore che non passa inosservata: l’odore durante la cottura.
Il motivo è legato ad alcuni composti contenenti zolfo naturalmente presenti nelle Brassicaceae, che vengono liberati soprattutto durante cotture prolungate.
Una delle strategie più semplici è quindi evitare di cuocerlo più del necessario.
La cottura al vapore permette, per esempio, di mantenere una consistenza più soda. Anche la cottura direttamente in forno rappresenta un’ottima alternativa alla classica bollitura e regala al cavolfiore un sapore completamente diverso.
Il sapore della stagione fredda
Il cavolfiore è uno di quegli ingredienti che ci ricordano immediatamente che la stagione sta cambiando.
Dalle prime giornate fresche dell’autunno fino ai mesi invernali, può accompagnarci in tantissime preparazioni: croccante e speziato al forno, cremoso nella pasta, morbido nelle vellutate o gratinato per un piatto più goloso.
E tra cavolfiori bianchi, viola, verdi e le tante varietà disponibili, c’è anche spazio per giocare con colori e presentazioni.
La prossima volta che ne portate uno a casa, quindi, provate a non limitarvi alla classica bollitura.
Da Eden della Frutta vi aspettiamo per scoprire il cavolfiore e gli altri prodotti che accompagnano l’arrivo della stagione fredda: perché ogni periodo dell’anno ha ingredienti, colori e sapori tutti da portare in tavola.


