Giuggiole: il piccolo frutto d’autunno tutto da riscoprire
Piccole, tonde o leggermente allungate, con una buccia che dal verde passa gradualmente al marrone: le giuggiole sono uno di quei frutti che sanno immediatamente di autunno e di tradizione.
Un tempo erano molto più presenti nei giardini e nelle campagne italiane, mentre oggi sono diventate quasi una curiosità. Eppure, quando arriva la loro stagione, vale la pena riscoprirle. Si possono mangiare fresche e croccanti, aspettare che maturino per assaporarle più morbide e dolci oppure utilizzarle per preparare confetture, dolci, liquori e altre ricette.
E naturalmente sono protagoniste anche di uno dei modi di dire più curiosi della nostra lingua: “andare in brodo di giuggiole”.
Ma partiamo dall’inizio.
Che cosa sono le giuggiole?
Le giuggiole sono i frutti del giuggiolo (Ziziphus jujuba), una pianta originaria dell’Asia e coltivata da moltissimo tempo anche nell’area mediterranea.
Il frutto ha dimensioni piuttosto contenute e presenta un nocciolo al suo interno. Durante la maturazione cambia notevolmente aspetto, consistenza e sapore.
Quando è ancora poco maturo presenta una colorazione verde e una polpa soda e croccante. Con il procedere della maturazione la buccia assume sfumature sempre più marroni e rossastre, mentre la polpa diventa progressivamente più morbida e dolce.
È proprio questa trasformazione a rendere la giuggiola particolarmente interessante: assaggiata in momenti diversi della maturazione può sembrare quasi un frutto differente.
Che sapore hanno le giuggiole?
Descrivere il sapore della giuggiola non è semplicissimo perché cambia molto durante la maturazione.
Quando è ancora soda e con parte della buccia verde, ha una consistenza croccante e un gusto fresco, delicatamente dolce. Per consistenza può ricordare vagamente una piccola mela.
Quando invece raggiunge una maturazione più avanzata, la buccia diventa prevalentemente marrone e la polpa perde parte della sua croccantezza. Il sapore diventa più dolce e intenso.
Continuando a maturare, il frutto tende ad asciugarsi e raggrinzirsi, concentrando ulteriormente la propria dolcezza.
Non esiste quindi un solo modo di apprezzare le giuggiole: c’è chi le preferisce croccanti e chi aspetta che siano decisamente mature.
Come mangiare le giuggiole
Il modo più immediato per scoprire questo frutto è anche il più semplice: mangiarlo al naturale.
Le giuggiole fresche possono diventare uno spuntino autunnale originale, anche per chi vuole alternare durante la settimana diversi tipi di frutta.
Ma il loro utilizzo non si ferma qui.
Con le giuggiole mature si possono preparare confetture e composte, particolarmente interessanti proprio perché permettono di valorizzare la naturale dolcezza del frutto.
Possono essere utilizzate anche nella preparazione di torte, crostate e biscotti oppure abbinate ad altra frutta autunnale.
Un’altra possibilità consiste nel cuocerle leggermente insieme a mele o pere, aggiungendo eventualmente cannella e frutta secca: un modo semplice per creare una merenda dal sapore decisamente autunnale.
Le caratteristiche nutrizionali delle giuggiole
Come gli altri frutti, anche le giuggiole possono trovare spazio all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata.
Le giuggiole fresche contengono acqua, carboidrati, fibre e diversi micronutrienti, tra cui la vitamina C. La composizione cambia però sensibilmente quando il frutto viene essiccato: perdendo acqua, zuccheri ed energia risultano maggiormente concentrati.
È quindi importante distinguere tra il consumo del frutto fresco e quello essiccato, proprio come accade con uva e uvetta o con altri tipi di frutta disidratata.
Perché si dice “andare in brodo di giuggiole”?
È praticamente impossibile parlare di questo frutto senza pensare alla famosa espressione “andare in brodo di giuggiole”.
Oggi la utilizziamo per descrivere una persona estremamente contenta, soddisfatta o quasi in estasi per qualcosa.
Il riferimento è al cosiddetto brodo di giuggiole, una preparazione dolce ottenuta tradizionalmente utilizzando giuggiole mature insieme ad altri ingredienti.
L’espressione è diventata nel tempo un modo figurato per indicare qualcosa di talmente piacevole da provocare grande soddisfazione.
Una curiosità linguistica che ha contribuito a mantenere vivo il nome di questo piccolo frutto anche tra chi magari non lo ha mai assaggiato.
Un frutto antico da riportare in tavola
In un periodo in cui siamo abituati a trovare moltissimi prodotti durante gran parte dell’anno, le giuggiole conservano ancora un forte legame con la stagionalità.
Arrivano in un momento preciso e rimangono disponibili per un periodo relativamente breve. Proprio per questo vale la pena approfittarne quando compaiono.
Riscoprire le giuggiole significa anche recuperare uno di quei sapori che appartengono alla nostra tradizione e che rischiano di essere dimenticati semplicemente perché meno presenti nelle nostre abitudini quotidiane.
Croccanti oppure molto mature, mangiate al naturale o trasformate in una confettura: ci sono diversi modi per conoscerle.
E se non le avete mai assaggiate, questo autunno potrebbe essere il momento giusto per farlo.
Da Eden della Frutta vi aspettiamo per scoprire le giuggiole e gli altri frutti che accompagnano l’arrivo dell’autunno: perché ogni stagione porta con sé sapori diversi, alcuni conosciutissimi e altri tutti da riscoprire.
